Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -
Dal 1764 la voce dell'illuminismo a Milano.

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20 luglio 2010

La mafia delle case popolari, un racket alimentato dal silenzio della politica.

Ogni quartiere ha il suo padrone degli alloggi abusivi. Sta scritto in un esposto presentato da Frediano Manzi, presidente dell'associazione Sos racket e usura.

Esiste un elenco parallelo di case popolari nel comune di Milano gestito dalla criminalità organizzata e non solo. Ne è convinto Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos racket e usura che da più di un anno sta raccogliendo le denunce dei cittadini vittime di questo sistema e che proprio oggi ha
presentato un nuovo esposto alla procura della Repubblica. Il racket degli alloggi ha dei numeri impressionanti: sui 90mila alloggi popolari del territorio della città, circa 5000 appartamenti risultano essere gestiti direttamente dalla mafia, in barba a quei 20.000 milanesi bisognosi che ancora aspettano un posto in cui vivere.
Anche se, secondo le testimonianze, il fenomeno dura da più di dieci anni, la prima inchiesta sull’argomento risale al 28 agosto dell’anno scorso, quando la magistratura ha deciso di raccogliere le segnalazioni che arrivavano all’indirizzo di Sos usura e racket e di emettere otto ordinanze di custodia cautelare in carcere e di indagare altre dodici persone. La sentenza sul traffico di case di via Padre Luigi Monti è attesa per domani pomeriggio.

Il caso esplode quando viene pubblicato sul sito dell’associazione un video in cui, sotto mentite spoglie, un suo esponente contratta la compravendita abusiva di un alloggio con un personaggio appartenente al racket degli alloggi. Si tratta di Giovanna Pesco, alias la gabetti perché in poche ore è in grado di reperire un appartamento: abusivo, ovviamente, a circa 3.000 euro, in nero naturalmente. Una novità? Non per quei residenti che la presenza della famiglia Pesca l’avevano denunciata al Comune più di quindici anni fa. Ci sono le prove e un esposto protocolatto addirittura dall’ufficio edilzia residenziale. La politica ha però taciuto. Per anni. E non è finita, perché solo pochi giorni fa il suo ex marito, Paolo Cardinale, ha occupato un altro appartamento. Si tratat della casa lasciata libera da un anziano deceduto in ospedale.

Da quel momento in poi cominciano ad arrivare centinaia di segnalazioni che dimostrano come il sistema fosse diffuso in numerosi quartieri di edilizia popolare della città. Per capire meglio il fenomeno, l’associazione decide di promuovere un questionario e di farlo compilare agli abitanti dei quartieri coinvolti: da Via Monti e Via Cirié, in zona ospedale Niguarda, alla zona di Via Padova, fino a Via Console Marcello alle porte di Quarto Oggiaro. La fotografia che emerge dai racconti di chi vive in quelle aree, è di una città con interi quartieri colpevolmente abbandonati al degrado e alla criminalità.

Il metodo usato grosso modo è sempre lo stesso: le organizzazioni entrano in un appartamento vuoto in attesa di assegnazione e lo “rivendono” a dei bisognosi disposti a tutto pur di avere un tetto. Anche a occupare un appartamento e a mettersi nelle mani dei criminali. Il prezzo della tangente varia dai 1500 ai 4000 euro e spesso gli occupanti abusivi pagano anche una sorta di affitto mensile a chi li ha fatti entrare illegalmente nelle abitazioni.

Dai questionari raccolti dall’associazione di Manzi emerge che a gestire il racket delle case popolari di proprietà del Comune sono personaggi legati a doppio filo con la criminalità organizzata: dalla famiglia Feola al clan dei Pesco-Priolo-Cardinale. A volte sono gli stessi amministratori degli stabili o addirittura i portinai che mantengono il loro controllo sugli inquilini abusivi con intimidazioni e minacce.

Nonostante gli esposti dei residenti segnalassero in maniera chiara la presenza di gruppi criminali che gestivano questo tipo di racket, nessuno prima di Sos racket e usura, era intervenuto nel segnalare all’autorità giudiziaria queste illegalità. Né ,l’Aler, l’istituto che amministra le case popolari milanesi, né l’ufficio per la Sicurezza del comune gestito dal vicesindaco Riccardo De Corato. In alcuni casi si è sfiorato quasi il paradosso. Come in via Cirié dove protagonista degli abusi è stato un amministratore condominiale, sposato con la responsabile del settore abusivismo dell’Aler che non ha mai mosso un dito per sanare le violazioni. In altri casi, i nomi e i cognomi dei protagonisti del traffico illegale, sono stati esposti direttamente al vicesindaco e al consigliere del Pdl Marco Osnato, che è anche dirigente gestionale dell’Aler. Ma nessuno si è interessato alla faccenda.

La figura di Osnato, uomo forte del Pdl meneghino e parente del ministro della Difesa Ignazio La Russa, è particolarmente interessante. Il suo nome, assieme a quello del direttore generale dell’Aler, Domenico Ippolito, è finito in un altro esposto presentato sempre da Manzi. In quel documento si riportava la testimonianza di un ex ingegnere dell’istituto che sosteneva che i due fossero coinvolti in un giro di tangenti, appalti e bandi di gara truccati. I due, ad oggi, non risultano indagati.

Quello che è certo, al di là delle responsabilità individuali, è che la politica locale sembra disinteressarsi completamente del racket degli alloggi, diventandone colpevolmente complice. Intanto l’illegalità prospera in questi palazzoni di Milano che ricordano sempre di più “le Vele” di Scampia o lo “Zen” di Palermo. Luoghi in mano alla criminalità e serbatoi di voti per i potentati politici locali.

Fonte: Il Fatto CRONACA | di Lorenzo Galeazzi 19 luglio 2010 www.ilfattoquotidiano.it | Editoriale il Fatto S.p

errata corrige

Alcuni amici ci hanno informato che il post indicante gli aumenti relativi agli stipendi dei parlamentati è errato o parzialmente errato.
Purtroppo non traviamo traccia sui siti ufficiali dello Stato, pertanto pur restando indignati dagli stipendi e gratifiche ecc.che percepiscono vi invitiamo a prendere con senso critico quanto comunicatovi.

La fonte che ritenevamo affidabile probabilmente ha agito con lo scopo di danneggiare la nostra diffusione e voce.

La fonte che credevamo indipendente ci risulta legata sia ad una industria che ad un giornale e potrebbe aver avuto scopi terroristici nei nostri confronti.
Sappiamo comunque che chi ci legge ha superato da tempo la non lettura critica e autonoma indipendente.
Vi assicuriamo comunque che detta fonte viene resa inattendibile sin a prova contraria.

17 giugno 2010

gente che conta poco o gente di poco conto.

Il Direttore della BP uno svedese uscendo dall'incontro con Obama durante il quale avevano discusso della marea nera nel golfo del Messico, in una intervista ha sbottato sulle persone che abitano nelle zone inquinate dal petrolio indicandole come "gente di poco conto".

La stampa ha immediatamente indicato la "gaff", anche se egli ha esposto la verità, un pensiero sempre presente nella storia del'uomo, verità sempre più esposta e chiara anche se per il quieto vivere negata, coperta con una indicazione di pensiero o facciata definita democrazia.

In effetti questa Democrazia non è supportata da una conoscenza umanistica e da una consapevolezza comune democratica diffusa, alcuni hanno addirittura dimenticato l'espressione rinunciando al voto.

Ora perché le attese sociali illuministe del nostro secolo sono cadute? Perché in alcuni casi abbiamo monarchie meno dispotiche e importanti che alcune democrazie?

Come mai altre monarchie sono riuscite a sconfiggere movimenti popolari importanti come quello comunista?

Come mai la Democrazia è diventata una cattiva copia della monarchia^

A questi interrogativi possiamo dare risposte multiple e composite, ma il risultato finale è che hanno funzionato meglio, e se ci domandiamo il perché, lo possiamo trovare nella origine storica della loro composizione strutturata sulla gerarchica composizione sociale che ha ancora origini nella nostra base sociale primordiale, dove al sapere collettivo si è dato forma ad un sapere/forza di pochi su altri, definito come potere.

Le religioni si sono strutturate al servizio del potere e lo hanno sia servito che se ne sono servito, in questo scambio di reciprochi piaceri la gente di poco conto è stata usata sia per incapacità intellettuale, culturale indotta,.

La gente comune così si è creata classi per poter creare subordini di potere e migliorare il loro stato, ma questi subordini di potere per poter sopravvivere devono consolidarsi al servizio del potere. Ne resta così una scala sociale dove chi è persona cognitiva e normale viene assunta all'indirizzo di gente di poco conto.

Il potere può vivere solo attraverso gruppi di esseri opportunisti capaci di piegare qualsiasi istanza di pensiero e di miglioramento.

Quanto sopra descritto è tipico di una specie animale che assume in se molteplici comportamenti e ha ai propri vertici specie quelli religiosi non comportamenti umani ma tipici di specie animali carnivore ed ingressive dominanti.

Ci auguriamo che questa parte della componente della razza umana sia in via di estinzione.

16 aprile 2010

Dicotomia alla TV di Santoro



Dicotomia  alla TV di Santoro, questa  divisione di un'entità in due parti (diade) non necessariamente mutualmente esclusive, ma anche complementari come la guerra e la pace, può non lasciare spazio per una terza parte al terzo escluso. Esiste  la possibilità di un terzo includente e di un terzo trasversale che si chiama "Strada",
Ci pare tardiva (meglio tardi che mai) questa terzo, dopo che il Parlamento ha approvato e condiviso l'intervento  e la sinistra è stata la prima a interpretare la Costituzione come meglio era opportuno, e come aveva già fatto anche in altri casi. (il bello della Costituzione infatti è la flessibilità interpretativa).
Dal nostro punto di vista abbiamo già condannato più volte questa posizione ottenuta attraverso il potere dei media, potere gestito con violenza , furbizia e supposizione di ignoranza popolare.
Certo è che questa guerra appare assurda, se non si analizzasse la valenza strategica della zona per l'equilibrio stesso del del pianeta.
Non sosteniamo che non vi sono questioni religiose costruite sull'ignoranza e sulla povertà, strategia comune al facile potere e suggerite anche qui in Italia.
Ora come uomo colto sai che le situazioni si trovano a questo punto per uno sviluppo naturale, legato al contesto e purtroppo pare non c'è nulla da fare.
Sicuro è, che bisogna combattere la guerra, quale cosa più schifosa che l'uomo faccia o sia obbligato a fare, ma caro Strada, un chirurgo interviene dove già il male si è formato, io sono per una medicina preventiva e se si vuole curare bisogna iniziare prima, all'origine alla causa del male; ma come curare delle favole raccontate al fine di ottenere potere e denaro?
Come fai a spiegare, un povero  e penso disperato "Dio" , che da secoli viene raccontato da esaltati che si sentono illuminati e si esibiscono in nome e per Suo conto, con  potenti opportunisti che sostengono queste logiche su poveri  esseri disperati, e come lo stesso Dio sottoposti a queste stesse angherie?
Sei avanti nel tempo, forse tra una evoluzione vedremo, Nel contempo sopportiamo pizzi e merletti delle sfilate a sostegno di chi soffre o altre esaltazioni di verso opposto ma  unisono nell'indottrinante.
Ritornando in Italia,  se siamo in guerra possiamo ancora dire grazie allo Stato Pontificio che sappiamo quale influenza abbia e abbia avuto, e oggi fortunatamente  USA la Russia e la Cina hanno fatto pace o almeno ragionano; ma  fin a poco tempo fa, lo Stato Pontificio dopo il successo contro il Comunismo cercava addirittura di impostare una politica aggressiva nei confronti della Cina!
Questa speriamo che sia almeno una guerra verso tutte le droghe anche quelle d'uso comune dei popoli, e cerchiamo di dare la possibilità di difendersi almeno a chi materialmente è sottoposto alla ingiustizia della guerra.
Ti abbraccio con affetto.


1 aprile 2010

Le contraddizioni della lotta al terrorismo



foto RIA NovostiIn una riunione al Cremlino il presidente Medvedev ha dichiarato che la lotta al terrorismo non avra’ tregua ed ha aggiunto che si tratta di attentati in cui si punta a colpire ad ampio raggio per destabilizzare la situazione.

Ma cosa consente ai terroristi di inseguire il successo in una guerra contro tutta l’umanita’?

Non sara’ forse perche su questo tema l’umanita’ e’ divisa e non applica ovunque gli stessi standard di valutazione?

Ripetiamo ormai da tempo che i terroristi non hanno nazionalita’ o religione eppure nel mondo non sono pochi coloro che operano un distinguo fra terroristi cattivi e terroristi buoni.

I terroristi cattivi sono quelli che attaccano l’America e l’Occidente, i terroristi buoni quelli che fanno espolodere le bombe in Russia. Anzi costoro vengono subito promossi al rango di combattenti per la liberta’.

Le divisioni sono tante che finora non e’ stato ancora possibile concordare un’unica lista delle organizzazioni terroristiche.

Facciamo l’esempio piu’ clamoroso.Le forze atlantiche in Afghanistan subiscono numerose perdite fra i militari. Sempre in questi paesi ogni anno muoiono per la droga almeno diecimila persone, 50 volte in piu’ che nelle operazioni di guerra. Oggi da solo l’Afghanistan immette sul mercato il triplo della droga che soltanto dieci anni produceva il mondo intero.

Eppure per la Nato quella della droga afghana non e’ una minaccia da prendere in considerazione e concede soltanto di distruggere le piantagioni controllate direttamente dai talibani che sono pero’ il 10% del totale.

Dopo questa premessa chiediamoci chi controlla il traffico della droga che dall’Afghanistan passa nell’Asia centrale? C’e’ il gruppo islamico “ Kisb-ut- Takrir al Islam “ che punta al Califfato mondiale e subito dopo ci sono alcune organizzazioni albanesi kosovare.

Eppure per gli Usa e per gli europei queste organizzazioni non possono essere definite terroristiche, per non parlare dei kosovari che suscitano in Occidente una simpatia tutta particolare.

A questo punto si potra’ obiettare che probabilmente che queste non c’entrano con le bombe di New York, di Londra o di Mosca. Forse. Ma non dimentichiamo che esiste l’internazionale del terrore in cui si incrociano e si integrano correnti ideologiche, finanziarie e organizzative. 

Vicini in questo difficile momento al popolo Russo, momento che non va sottovalutato poichè riguarda tutta l'Europa.


Medvedev al Consiglio di sicurezza

foto RIA NovostiIl presidente Medvedev ha oggi convocato il Consiglio di sicurezza per affrontare la problematica del terrorismo . Egli ha esordito dicendo che gli atti terroristici di Mosca e di Kisljar sono anelli della stessa catena e aspetti di un unico fenomeno contro cui la lotta non conoscera’ tregua.

Alla riunione di oggi hanno partecipato il premier Putin, i presidenti dei due rami del parlamento, il segretario del Consiglio di sicurezza Patruscev, il direttore del Servizio Federale di sicurezza, i ministri degli interni e della difesa, il responsabile della Protezione civile.

Su questi questi ultimi episodi Medvedev ha indicato che i terroristi puntano a destabilizzare la situazione e a minare la societa’ civile.

In questo contesto il capo dello stato ha chiesto di analizzare la pratica giudiziaria e gli articoli del codice penale riguardanti il terrorismo e di potenziare le misure di prevenzione.

Dovra’ essere migliorata l’attivita’ di difesa delle infrastrutture, prima di tutto dei trasporti e dei luoghi di grande assembramento popolare.A questo proposito egli ha annunciato di aver firmato un apposito decreto.

Egli ha sottolineato che il terrorismo non potra’ essere estirpato soltanto con i mezzi tecnici. Prima di tutto – egli ha detto -bisogna garantire alle popolazioni del Caucaso migliori condizioni di vita.

Dice l’esperto Aleksandr Konovalov: